WSPR: per andare lontano...

...non servono segnali forti, basta usare WSPR ! In questo articolo riportiamo l’esperienza fatta in sezione per mostrare come è semplice ed economico avvicinarsi all’uso di questo sistema che può dare diverse soddisfazioni. La storia ha inizio nel giugno 2016 quando Fabrizio IU5GEZ e Daniele IU5HKX fecero una presentazione basata sul lavoro originale di Kevin KK4YEL “Weak Signal Propagation Reporter”. Venne introdotto il protocollo, le sue origini e le capacità di reporting del sito wsprnet.org. La presentazione spiegava la capacità del programma WSJT-X di decodificare i segnali WSPR usando un sistema Linux, ma la sede della presentazione non permise l’installazione di una radio per la ricezione  dei segnali WSPR. Di necessità virtù: l’informazione del protocollo WSPR usa una banda di soli 200 Hz ed è quindi sufficiente una qualsiasi scheda audio di un PC per trasferire il segnale al programma. E per ricevere il flebile segnale WSPR, spesso non udibile perché sommerso nel rumore, è stata usata una delle stazioni webSDR disponibile in rete (http://www.websdr.org). Per l’occasione fu quindi decodificato il segnale ricevuto dalla stazione dell’università di Twente in Olanda.

Durante l’estate del 2017 Daniele IK5ZAG ha messo a disposizione un beacon WSPR QRPi che opera sui 20 m fornito come “shield” da usare insieme ad un Raspberry PI messo a disposizione e configurato da Daniele IU5HKX. 

 Il TX Shield QRPi montato sul Raspberry PI  

Il TX shield QRPi  WSPR per Raspberry e’ stato acquistato sul sito www.tapr.org (Tucson Amateur Packet Radio) e non fa’ altro che incrementare la potenza del Raspberry da 10dBm (10mW) a 20 dBm cioe’ 100 mW, nonche’ rimuovere le armoniche con con filtro LPF e il rumore a banda larga filtrato con un BPF. Il QRPi (20M WSPR-Pi) viene fornito assemblato e testato.

Sul Raspberry è stato installato il programma WsprryPi (https://github.com/JamesP6000/WsprryPi) ed è stata fatta una semplice prova in sezione usando semplicemente un filo steso fuori dalla finestra della sezione. I risultati sono stati immediati e sorprendenti: in poco tempo abbiamo potuto verificare che il segnale di IQ5LI veniva ricevuto in quasi tutta Europa. Unico problema trovato è che il Raspberry PI 2 non ha un RTC a bordo e che quindi l’orologio del sistema, indispensabile per lavorare con WSJT-X, deve essere sincronizzato ad ogni accensione del sistema. A chi volesse ripetere l’esperienza consigliamo subito di sincronizzare l’orologio del computer con un server NTP, evitando di impostarlo manualmente con cellulari o altro.

Semplicemente fissando il filo ad una canna da pesca di 6 metri, il range si è ulteriormente esteso e il beacon di soli 100 mW è stato ricevuto dalle stazioni EA8BFK (Isole Canarie, 2761 Km) e da OH5C (OldHouseRadioClub, Finlandia. 2188 Km).

In condizioni di migliore propagazione e sempre con il semplice setup, abbiamo raggiunto le coste orientali del Canada (VE9GLF, 5798 Km) e in Alabama, USA.

È stato simpatico monitorare sul sito wsprnet.org il progedire dei successi ed ha spinto la sezione a pensare ad un allestimento più evoluto sia per trasmettere il segnale in maniera più efficiente, che nell’usare il software WSJT-X in maniera bidirezionale, riportando in rete anche i segnali ricevuti a Livorno.

 

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Fabrizio IU5GEZ, Daniele IU5ZAG, Daniele IU5HKX

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Antenna a prova di elefante: A25AL Botswana 2017

Quando sentivo dire che l’Africa dopo averla vissuta ti entra nel cuore non ci davo molto peso, ma vi posso garantire che è proprio cosi.

Dopo l’affascinante esperienza del Sud Africa, con mia moglie Michela volevamo conoscere più a fondo la natura di questo fantastico continente, cosi dopo vari consigli ci siamo orientati sul Botswana uno stato dalle caratteristiche geografiche completamente opposte. Se il Nord è ricco d’acqua grazie al fiume Okavango che proveniente dall’Angola sfocia nel deserto creando un enorme e rigoglioso delta, la parte Sud è prettamente desertica. Questo fa si che la zona dove è presente l’acqua sia popolata da numerosissime specie di esseri viventi rendendola cosi inimitabile per gli amanti della natura e della fotografia.

Non potevo, però, farmi sfuggire l’occasione di portare con me l’attrezzatura radio, e grazie all’aiuto dell’amico Leon A25SL mi è stato assegnato dal locale Ministero il nominativo A25AL.

Naturalmente avendo programmato un viaggio itinerante alla scoperta del paese, ero consapevole che sicuramente avrei trovato delle difficoltà per installare la mia attrezzatura, non sapevo se la mia antenna sarebbe stata gradita ospite e non ero a conoscenza se avrei avuto sempre disponibile l’energia elettrica; insomma la mia piccola spedizione si poteva trasformare in niente di fatto, ma il bello è anche questo: saper gestire l’immediato!

 

Partiti dall’Italia, dopo un lunghissimo viaggio che ci ha visti toccare: Londra, Johannesburg e le Cascate Victoria abbiamo raggiunto il Botswana dal confine dello Zimbabwe, facendoci cosi’ assaporare un’anteprima dello spettacolo che ci aspettava nei successivi giorni. Arrivati al primo lodge nei pressi del Parco Chobe, dove siamo stati accolti calorosamente dal personale e dove non ho trovato alcun ostacolo per la mia attività, nel giro di breve ho installato la mia verticale di fronte alla tenda ed in meno di niente ho lanciato il primo CQ. Il pile-up non si è fatto attendere e fra un europeo, un americano ed un giapponese sono riuscito a mettere a log anche i miei amici livornesi e della Val Brembana. Dopo numerosi safari alla scoperta di bellissimi animali, gite in barca e poco, poco relax, era arrivato il giorno del trasferimento via aerea nella parte del Delta dell’Okavango , momento purtroppo macchiato dalla tragica alluvione che ha flagellato Livorno, la mia città. Di questo evento avevo notizie frammentarie, sapevo purtroppo della presenza di vittime, ma soprattutto mi trasferivo in un luogo dove non avevo né copertura internet né GSM, quindi completa assenza di informazioni. Vi posso garantire che non sono stati assolutamente dei bei momenti, la mente era proiettata alla mia città dove sicuramente qualcuno avrebbe avuto bisogno di me e vista la distanza non avrei mai potuto raggiungerla in tempi ragionevoli. Inoltre la direzione del secondo campo, vista l’assenza di energia elettrica in tenda, non mi ha permesso di installare l’attrezzatura, mi sentivo quindi completamente isolato!!! Percepivo però sempre presenti i miei amici dalla zona 5, immaginavo i loro commenti sulla locale frequenza VHF, ma purtroppo A25AL per due giorni è stato in stand-by!!!

Terminato il soggiorno al secondo campo, sentivo che adesso potevo tornare in aria, percepivo che la situazione sarebbe sicuramente cambiata, tanto che raggiunta la terza destinazione, sempre nell’area dell’Okavango, la direzione mi ha concesso una tenda defilata ed in buona posizione, ma soprattutto avevo l’energia elettrica disponibile.

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54° JAMBOREE ON THE AIR 2011

Nei giorni 15 e 16 OTTOBRE 2011 si è svolta la Manifestazione JAMBOREE ON THE AIR, promossa a livello Toscano da Leonardo IW5EFX e Alessio IW5EGT.

La sezione ARI di LIVORNO è stata coinvolta insieme al gruppo scout AGESCI LIVORNO2.

E’ stato approntato, in collaborazione con gli scout, un campo base in località di Parrana S.Martino, un piccolo borgo dell’entroterra livornese, dove è stata montata, oltre alle antenne, una delta loop 20mt, un dipolo filare 40/80 ed una verticale per i 144mhz., la tenda ospitante la stazione radio.

Naturalmente lo scopo dell’evento, oltre a far conoscere il nostro hobby, con l’autocostruzione, le tecniche operative di trasmissione e la protezione civile, non era quello di effettuare il maggior numero di qso, ma quello di avvicinare alla radio dei giovani, quali possibili futuri radioamatori. L’intento è stato pienamente raggiunto suscitando interesse e curiosità attorno a quella strana “scatola parlante”.

Sono stati collegati numerosi campi scout italiani, europei, statunitensi ed africani, facendo scambiare ai ragazzi, via radio, le loro esperienze. Per noi radioamatori è stato bellissimo vivere due giorni in piena attività scout, rispettando i loro tempi, le loro usanze ed i loro costumi. Per quanto riguarda i ragazzi si spera di aver lasciato in loro un briciolo del nostro entusiasmo nel praticare questo bellissimo passatempo. Particolarmente significativo è stato il saluto alla manifestazione: gli scout hanno salutato i radioamatori con il loro “urlo” ed i radioamatori hanno salutato gli scout con un “73” e con un “TATATITITI TITITITATA TITI” che ha riscosso un bell’applauso.

Concludendo intendo ringraziare tutti i radioamatori della sezione di Livorno che si son prodigati per l’ottima riuscita della manifestazione quali: IZ5CMI, IZ5DKH, IZ5OJX, I5JRR, IZ5BIT, I5IAR, IK5WWA, IZ5LFE. Oltre all’importante aiuto, senza il quale non sarebbe stato possibile realizzare la manifestazione, dei capi scout Fabio, Luca e Graziano.

Al prossimo JOTA!!!!

73 de IW5ELA Alex

 

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